Il “risanamento” del Centro di Firenze
La Ditta Zanobetti era stata fondata tre anni prima del trasferimento nel Palazzo dell‘Arte della Lana, nel 1902, da Umberto Zanobetti, capostipite di una famiglia destinata poi, negli anni, a rinverdire la fama e gli splendori dell’antica arte mercantile fiorentina.
Erano i primi anni del nuovo secolo, Firenze aveva già perso una parte della sua identità storica sotto la spinta di una sfrenata ristrutturazione urbanistica, che aveva cancellato alcune significative testimonianze.
A farne le spese maggiori era stato il centro storico, quello che per secoli era stato il cuore della città.
Le opere di “risanamento” avevano portato alla demolizione del vecchio centro medievale ed alla scomparsa del Mercato Vecchio e del Ghetto degli Ebrei, che occupavano da molto tempo l’area dell’attuale piazza della Repubblica.
La demolizione del centro medievale aveva distrutto completamente la connessione organica di una stratificazione urbana millenaria. In sostituzione furono costruiti una serie di edifici monumentali, appena animati da una serie di portici. Vi nacquero anche i caffè più frequentati, che divennero ben presto luogo di appuntamento e di ritrovo per la borghesia e per gli uomini di cultura.
Fra questi caffè acquistò immediata celebrità quello delle “Giubbe Rosse”, che divenne il centro di ritrovo dei letterati e degli artisti dell’epoca che dettero vita ad accese dispute sulla impostazione letteraria e culturale del tempo.


