Umberto Zanobetti e gli inizi della Ditta
Fu in questo clima di fervore e di rinnovamento che Umberto Zanobetti gettò nel 1902, le basi della propria attività.
Nato a Firenze nel 1878, egli lavorò per qualche tempo come dipendente in una cappelleria di via Martelli. Animato da un grande dinamismo e da un eccezionale spirito di iniziativa, Umberto divenne ben presto padrone del lavoro e, dopo il matrimonio con la signora Ida, decise di allestire per proprio conto un commercio di cappelli.
La prima sede fu costituita da un locale in via Calimala antistante il Palazzo dell’Arte della Lana, dove con l’aiuto della moglie, alla quale si aggiunsero successivamente due commessi ed un garzone, riuscì in poco tempo ad affermarsi e ad avere una clientela di aristocratici e raffinati.
Autentico artista nella creazione di cappelli, Umberto Zanobetti vendeva pagliette, tricorni, cilindri da giorno, da pomeriggio e da sera, oltre a cappelli sportivi e berretti. Faceva cappelli su misura di qualsiasi tipo e sul loro nastro di pelle interno fissava ben visibili le iniziali del cliente.
La fama di Zanobetti era comunque legata al “cilindro di peluche nero”, nel quale lui solo riusciva ad ottenere i famosi sette riflessi.
A questa attività di cappelleria, Umberto affiancò anche un’attività di pelletteria. I cappelli perché non perdessero la loro forma originale, venivano custoditi in appositi contenitori di cuoio per essere consegnati ai clienti. Così, oltre ad i cappelli, cominciò a produrre anche cappelliere.
Da una conceria, che lavorava le pelli in maniera artigianale secondo gli antichi canoni, ottenne l’esclusiva per il cuoio. Il pellame, tutto di prima qualità, veniva messo a macerare per tre anni in un bagno di misture vegetali, secondo una formula dei conciatori del Quattrocento, e il risultato di questa lenta lavorazione era un cuoio di dall’eccezionale morbidezza, elasticità e durata.
Ma le cappelliere di Zanobetti avevano una nota particolare che le distingueva da tutte le altre: un profumo dedicato e raffinato insieme, con il quale venivano permeate per addolcire l’odore del cuoio naturale.


