Il trasferimento della sede nel Palazzo dell’Arte della Lana
ed il continuo successo del negozio

Il nome Zanobetti divenne in poco tempo sinonimo di qualità e di eleganza ed il negozio di via Calimala cominciò a risultare sempre più stretto di fronte al continuo espandersi della ditta.

Con il passare dei mesi la clientela era cresciuta di numero e di importanza e dopo tre anni dall’inizio della sua attività, Umberto Zanobetti, avvertì l’esigenza di offrire alla propria clientela un locale dove la qualità del prodotto fosse messa in risalto dall’armoniosità dell’ambiente.
L’occasione gli si presentò proprio davanti agli occhi, sul lato opposto della strada: il “Palazzo dell’Arte della Lana”.

Quell’edificio che simboleggiava tanti secoli di storia cittadina, divenne subito il suo obbiettivo.
Trovata la nuova sede, egli decise di farla arredare convenientemente, in modo che l’esposizione dei suoi prodotti si trovasse in perfetta armonia con la solennità dell’ambiente, e per questo fece intervenire i migliori architetti, che in poco tempo, misero a punto la nuova sede.
Zanobetti però non era soddisfatto, sentiva che vetrine ricavate nei locali dell’edificio non erano un sufficiente motivo di richiamo e perciò decise di affidare all’architetto Lusini il compito di progettare qualcosa che arrestasse il passo delle persone che passavano davanti al negozio e le invitasse a guardare i prodotti che vi erano esposti.
E il Lusini inventò appunto la “loggetta”, gioiello della nuova sede e punto di richiamo per tutti.
Così quel negozio di via Calimala, che portava il nome degli Zanobetti, diventò in breve tempo un punto di incontro per riscoprire i segreti del passato e per ammirare quei prodotti di un artigianato impregnato di una cura tutta particolare. E fu proprio questa ammirazione a creare la fama degli oggetti con il nome Zanobetti, a far si che il numero dei clienti crescesse con il passare del tempo.
Personaggi importanti e gente comune cominciarono a frequentare con sempre maggior continuità il negozio di via Calimala e il nome Zanobetti diventò rapidamente uno dei più rinomati della città.

Non basta. Firenze, già nei primi decenni del secolo, era una meta, un motivo di richiamo per quanti amavano la storia, l’arte, la letteratura e pochi fra questi visitatori delle bellezze della città rinunciavano all’opportunità di dare uno sguardo a quella vetrinetta del Palazzo dell’Arte della Lana, dove facevano bella mostra di sé le più eleganti creazioni della ditta Zanobetti, e ancora meno erano coloro che sapevano resistere alla tentazione di acquistare uno di quesi raffinati oggetti.
I più bei nomi della nobiltà fiorentina e italiana furono i primi a essere iscritti nel lungo elenco dei clienti di Zanobetti, ma ad essi si aggiunsero presto anche personaggi illustri provenienti da tutte le parti d’Europa, specialmente dall’Inghilterra, dalla Francia, dalla Germania e dalla Spagna.
Il primo brevetto di Fornitore della Real Casa, che porta la data del 1920 e la firma di Vittorio Emanuele III, costituisce il primo riconoscimento ufficiale della serietà della Ditta Zanobetti e un attestato della qualità dei suoi prodotti. Il primo, si è detto, perché in seguito ne arriveranno tanti altri.

Ormai Umberto Zanobetti è un personaggio, un nome illustre di Firenze, al suo negozio è un succedersi di nomi illustri.
Gabriele D’Annunzio scende spesso dalla “Capponcina” con i suoi cani per venire ad acquistare i cappelli di Zanobetti.
Anche Giacomo Puccini è uno dei clienti più assidui, insieme al Conte di Torino e a tanti altri pittori ed artisti del tempo.

ZANOBETTI FIRENZE

La moda dal 1902

Via Poggio Magherini, 2 – 50014 Fiesole – Firenze
Tel. 055.7603923
info@zanobettifirenze.it

Iscriviti alla Newsletter

Home Contatti  |   About Scarpa Derby |  Privacy e Cookie