I successori di Umberto Zanobetti e l‘ampliamento dell’attività
I figli di Umberto Zanobetti, Goffredo e Piero, tornati dai loro studi in un collegio di
Londra affiancano il padre nella conduzione della Ditta, sempre più importante.
Soprattuto Goffredo si dimostra sensibile all’attività e contribuisce a incrementare il prestigio del negozio, che viene ad arricchirsi di altri prodotti.
Dall’Inghilterra Goffredo porta la moda delle cravatte reggimentali, che fino a quel momento erano state patrimonio esclusivo della “Antica Albione”.
Le cravatte vengono fatte su misura, dopo che ai clienti sono stati sottoposti in visione i pezzi di seta dei quali saranno ricavate. Le cravatte costituiscono il primo passo per la trasformazione del negozio da tradizionale cappelleria a boutique di abbigliamento. Goffredo, al pari del padre Umberto, lavora sodo e porta la Ditta al successo anche nel campo dell’abbigliamento completo da uomo.
Nella vetrinetta su via Calimala i cappelli devono cedere il posto agli abiti, ma fra essi si stabilisce subito un connubio, che ha nella qualità, nel buon gusto,
nell’eleganza i suoi fili conduttori. Così intorno agli anni Trenta, Zanobetti diventa una delle più qualificate boutique di abbigliamento di un’arte del saper vestire fra le più raffinate in tutta Firenze. E, a testimonianza della validità di quest’arte, arriva nel 1930 il secondo brevetto di Fornitore della Real Casa.
Sono passati ormai trent’anni da quando Umberto Zanobetti, con sapiente lungimiranza, ha aperto nei locali del Palazzo dell’Arte della Lana le vetrine del suo negozio.
Sono anche gli anni del fascismo e fra i clienti della ditta ci sono i personaggi più illustri del regine: Mussolini, Ciano, Starace, Pavolini si rivolgono agli Zanobetti per i loro abiti e per i cappelli.


